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La gastronomia calabrese è
un affascinante racconto di incontri e combinazioni alimentari. Su
un retroscena di ascendenza Magno Greca e
latina si sono infatti innestati i prodotti e le usanze
importate dai vari dominatori di turno, arabi, normanni, spagnoli e
francesi, nonché quelle proprie delle comunità grecaniche e albanesi
ancora oggi presenti in varie zone della regione.
Fondamentalmente vegetariana, protagonisti
in tavola sono dunque le insalate, le zuppe, gli ortaggi e
sopratutto i legumi, considerati la carne dei poveri. Molto diffusa
la conservazione dei prodotti sott'olio, sott'aceto e sotto sale.
La carne, un tempo prerogativa dei
ricchi,
di maiale sopratutto, di cui
cultura culinaria consuma tutto, viene
poi prodotta una quantità
infinita di salumi ben piccanti e di altissima qualità:
capicolli, salsicce, soppressate. Infine, per una regione che si
affaccia sul mare per oltre 700 km di coste, non poteva mancare la
cucina di pesce, che ha nello spada e nel tonno ingrediente di
spicco, molti sono i piatti a base di pesce: alici, sarde, triglie,
merluzzi, scorfani, gamberi, 'bianchettu' (neonata di pesce azzurro)
ed i rinomati 'surici'. |
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