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Scoprire il
silenzio, ascoltare i suoni della natura, camminare,
aiuta la mente a liberarsi dallo stress accumulato nella vita
quotidiana, "Riviera dei Bronzi", organizza
viaggi a piedi nelle aree più selvagge, e vanta la
collaborazione di guide di esperienza nel campo del turismo
naturalistico. Diffusa è l'ospitalità rurale
e ci sono attività di benessere,
agriturismo e bed and breakfast. Alimenti di produzione
biologica, prodotti tipici locali.
Miele e prodotti della terra di qualità
speciale. Pane casereccio sfornato più volte al
ogni giorno. Marmellate di frutti di bosco e
more, formaggi e latticini dai sapori unici. |
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Le
risorse archeologiche della Riviera dei Bronzi scelte e
selezionate da Asmedia |
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Archeologia industriale --
Informazioni:
adriano@stiltour.it |
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Nel meridione esisteva
un'industria e da questa, la gente di
tutto il Sud traeva parte della propria
sussistenza. La Calabria da
oltre 2 millenni è stata interessata da un vasto
movimento "industriale minerario e
siderurgico", le cui tracce, sono ben
visibili ancora oggi. I primi a sfruttare le risorse
minerarie, furono le popolazioni indigene in piena
età del ferro. Intorno all'VIII sec. a.C. subentrano
i Greci e poi i Romani. I bizantini, continuano lo
sfruttamento minerario greco-romano, e costruiscono
alcune ferriere. Si deve giungere ai Normanni per
avere notizie più dettagliate sulle attività
siderurgiche e minerarie dell'area dello Stilaro. In
seguito: Svevi, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci,
Francesi, Borboni, trovarono vantaggioso sfruttare
le risorse minerarie dello Stilaro, lasciando di
conseguenza sul territorio i segni di queste
intense attività industriali. Oggi, i resti più
interessanti presenti nel territorio
della Riviera dei Bronzi, sono riconducibili
alla dominazione borbonica, durante la quale, il
governo, si attivò per dotare il regno di uno
stabile apparato industriale pubblico. E' del 1742
la prima fabbrica d'armi costruita in Calabria, a
Pazzano. E' nelle ferriere vecchie di Stilo, che si
realizzano i tubi per l'acquedotto della Regia di
Caserta. E' in questo polo industriale che trovavano
lavoro circa 2500 persone, le quali, in seguito alle
scelte politiche effettuate dal governo unitario,
persero la propria occupazione destinati a diventare
briganti o emigranti. Oggi sono
attrattive turistiche e naturali poichè la maggio
parte di questi siti sono situati nelle campagne e
nelle alture, circondati dalla rigogliosa
vegetazione. |
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Monastero Bizantino, Magna
Grecia --

Informazioni:
adriano@stiltour.it
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Le vicende storiche della
città di Kaulon non sono legate ai Bronzi di
riace, non solo per epoca storica ma anche per cultura e
provenienza etnica, alcuni ricercatori ritengono che
si tratti di una colonia achea fondata nel VII° secolo a.C.
dall'ecista Tifone di Aegion. Nel 388
a.C. Kaulon si estendeva per 47
ettari con oltre 10.000 abitanti... Le
testimonianze chiare ed evidenti nel parco archeologico di
Monasterace. Successe all'epoca greca, quella romana ed
ancora più importante per la quantità di reperti e per
importanza storica, l'epoca bizantina. Per approfondimenti
vi rimandiamo al sito
www.isolabizantina.it , Tornando alla epoca Magno Greca,
nel 1891 l'archeologo Paolo Orsi avanzò l'ipotesi che
il sito della colonia greca potesse localizzarsi proprio in
quel luogo. Da allora le sue ricerche si intensificarono.
Ci furono campagne di scavo nel 1912, 1913 e 1915 che
permisero all'archeologo di iniziare a tracciare la
topografia del sito. Orsi individuò la cinta muraria della
polis, l'acropoli (sul colle Piazzetta), gruppi di
abitazioni, i resti di un tempio dorico a Punta Stilo, un
piccolo edificio sacro sulla collina del Faro, una necropoli
lungo il vallone Bernardo e, nel 1916, un altro santuario
sulla collina di Tersenale (Terzinale) fuori della cinta
muraria conosciuto come la "Passoliera".
www.kaulon.it/tempio.htm
Dopo Orsi non si effettuarono scavi di rilievo per circa
mezzo secolo. Ci furono soltanto scoperte occasionali e
spesso non documentate. Bisogna aspettare il 1960 per
registrare un altro importante rinvenimento. Questa volta ad
opera del soprintendente De Franciscis.
Vennero, infatti, alla luce alcuni ambienti di una casa
ellenistica (la "Casa del Drago") a sud-est della collina
del Faro. In seguito ci furono altri lavori e studi. Nel
1967 venne segnalata la presenza di rocchi di colonna nello
specchio d'acqua di fronte a Punta Stilo (esattamente a 50
metri dalla costa e a circa 20 metri di profondità). Il
primo rilievo fu affidato nel 1982 a Stefano Mariottini (a
cui si deve la scoperta dei Bronzi di Riace). Dopo
successive prospezioni subacquee è stato recuperato un
rocchio di colonna lavorato (l'unico tirato su fino ad ora).
Le più recenti campagne di scavo sono quelle iniziate
nell'estate 2000. La prima è condotta dalla scuola "Normale"
di Pisa nell'area sacra del tempio, la seconda dagli
studenti dell'università di Reggio Calabria nell'abitato.
Sono stati già portati alla luce pezzi di frontone del
tempio e i resti di una casa ricca (una panca in pietra
della sala da pranzo e l'abbozzo di un mosaico). Una parte
dell'area è stata attrezzata a parco archeologico con
percorsi pedonali, ancora oggi i continui
scavi riportano alla luce la magnificenza della città di
Kaulon.
Il sito di Monasterace
http://www.monasterace.it |
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